i Siegfried nascono a Sassuolo (MO) un paio di anni fa per iniziativa di Giovanni
“Leo” Leonardi, chitarra e voce: “in realtà stavo cercando un percussionista per
creare una band voce-chitarra e percussioni, in stile Death in June... Ma per
gli imponderabili incroci del destino, ci siamo ritrovati in tre, tutti
chitarristi, nella cucina di casa mia, a cercare di far quadrare il
cerchio”.
Leo alle voci e alla chitarra, Luca alla chitarra elettrica e
Andrea al basso, ecco la prima formazione dei Siegfried. Appena imbracciati gli
strumenti appare evidente che le radici punk e new wave dei membri della band
portano su una strada diversa da quella inizialmente pensata, le prima cover
sono di Joy Division, Death in June, The Cure, Bauhaus, Diaframma, CCCP e
altri... Così i tre si mettono alla ricerca di un batterista, che trovano quasi
subito in Massimo “Fonty” Fontana, storico batterista degli Upside, band punk
modenese di fine anni ’80.
Trovata la formazione tipo il gruppo inizia a
scrivere pezzi propri, ed affronta i primi concerti.
Proprio dopo una data
particolarmente ”movimentata”, la band si separa da Andrea e Luca, mettendosi
immediatamente alla ricerca di un nuovo bassista e di un nuovo
chitarrista.
Dopo una breve ricerca entra in organico Fabrizio “Fofy”
Forghieri, chitarrista con una notevole esperienza alle spalle in band rock e
metal del modenese, fra le quali gli Oblivion, gruppo metal piuttosto noto negli
anni ‘90.Per il bassista viene rispolverata una vecchia conoscenza: Gigi
Napodano, già bassista dei Warboots, prima band di Leo, e di altre band punk
rock della zona di Scandiano (RE).
In questo periodo nella formazine entra
anche Lucia Vicenzi alle tastiere, regalando quel tocco “new wave” della quale
la band aveva bisogno per trovare definitivamente il suo suono
caratteristico.
Fin dall’inizio i progetti della band si staccano da
quelli delle tipiche cover-band della zona, ricercando immediatamente una
dimensione autoriale. Come è evidente una difficile collocazione di genere,
altrettanto evidenti sono le influenze nei testi e nelle melodie di autori
italiani, da De Andrè a Giovanni Lindo Ferretti, da Mercy degli Ianva a
Fiumani... come dichiara ancora Leo “Noi subiamo l’influenza di autori italiani,
come quella di suoni d’oltre manica, chitarre britanniche, cantautori
italiani... un genere per definire tutto questo non serve, se piace piace.
Questo non per presunzione, abbiamo ben chiara la nostra dimensione,
semplicemente facciamo fatica noi stessi a definirci, e sinceramente non ne
sentiamo il bisogno”
(nella foto la copertina del primo album omonimo,100 copie vendute in 2 settimane)

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